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PREFAZIONE

(tratta dalla rivista periodica bimestrale n° 3 Luglio – Agosto 1998 a cura della

ProvinciaRegionale diMessina)

C’erano una volta…….

imezzi di trasporto e i collegamenti inSicilia.

(FrancescoAlibrandi)

Nel 1860 la rete stradale era poco progredita, non tanto nei collegamenti

provinciali, quanto per quelli comunali che avrebbero dovuto essere alla base degli

scambi commerciali interni.

I fattori che avevano rallentato questo sviluppo erano stati molteplici e

risalenti ad un passato piuttosto lontano.

Infatti, nei secoli precedenti, le difficoltà orografiche da superare nella

costruzione, la mancanza di una vera e propria utenza a causa degli atti di

brigantaggio che si verificavano lungo le poche strade esistenti, ne avevano impedito

il rapido sviluppo.

I prodotti di scambio provenienti dall’entroterra, trasportati lungo le

mulattiere “regie trazzere” ( vedi cartografia allegata nel DVD ), raggiungevano le

coste e da qui, viamare, arrivavanonelle altre città isolane ed estere.

Il cabotaggiomarittimo era considerato, in pratica, l’unicomezzo sicuro per

i rapporti commerciali.

Soltantonel 1777V.E. Sergionella sua“Lettera sulla pulizia delle pubbliche

strade in Sicilia” impostava per la prima volta il problema delle strade quale fattore

di sviluppo economico.

La prima iniziativa di un programma di strade rotabili in Sicilia fu votata

dal Parlamento isolano nell’anno successivo (1778).

Fra il 1778 e il 1824 furono costruite soltanto 251,5 miglia; il motivo di

questa lentezza è daattribuire allamancanza di tecniche avanzate di costruzione.

Queste prime strade, infatti, nascevano spianando ed allargando i primitivi

sentieri; pertanto non venivano realizzate fondamenta.

La scarsa quantità di ponti sui fiumi e torrenti rendeva inoltre pericoloso o

addirittura impossibile transitarle nella stagione invernale.

Nei periodi successivi, grazie al miglioramento dei metodi di tracciamento e

di costruzione, le strade acquistaronomaggiore sicurezza emigliore aspetto estetico,

specialmente nelle opere d’arte.

Dal 1824 al 1864 si realizzarono circa 1.300 miglia di strade, mentre dopo

il 1860 la politica dei lavori pubblici, come strumento di unificazione e riequilibrio

territoriale attuata dallo Stato italiano, favorì lo sviluppo dei collegamenti

provinciali (che da 1.290 km nel 1861 passarono a 46.340 km nel 1.910) e comunali

(da 460 km nel 1861 a 2.418 km nel 1910), oltre che quelli nazionali (Palermo –

Messina; Palermo – Corleone – Sciacca; Palermo – Lercara- Friddi-Agrigento;

Santo Stefano di Camastra-Nicosia – Enna - Piazza Armerina - Gela; Enna –

Caltanissetta –Canicattì - Agrigento).

La rete stradale siciliana nel 1910 raggiungeva complessivamente 7.781 km

contro i 2.468del 1861.

Per quanto riguarda la nostra provincia, nel 1826 erano stati ripresi i lavori

per il collegamento Palermo - Messina via Montagne. L’apertura di questa strada,

della quale dal 1778 al 1824 erano state costruite soltanto 63 miglia, s’inquadrava

nella politicad’incentivazione delleOO.PP. di Ferdinando IV di Borbone (1824).

Dopo il 1838 era stato dato l’avvio alla costruzione della rotabilePalermo -

Messina“viamarine”.

Tali strade e la viaConsolare oDromo che collegavaMessina conCatania,

tagliavano fuori però i centri dell’interno, limitando le possibilità di scambi

commerciali.

Dopo l’Unità d’Italia furono realizzate due strade nazionali e sei provinciali

ed in seguito all’emanazione della

Legge 30/08/1868 n° 4613, che

obbligava i Comuni del Regno a

costruire le strade più importanti, fu

iniziata la costruzione delle cosiddette

“strade comunali obbligatorie”.

Nel 1902 la situazione

generale

delle

strade

nazionali

provinciali e comunali obbligatorie

della provincia di Messina era la

seguente:

StradeNazionali nellaProvincia diMessina:

n° 73: daNicosia allaMarinadi Santo Stefano di Camastra;

n° 72: daRandazzo aMilazzo;

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